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Protesi – Approfondimenti

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Protesi fissa

Le principali tipologie di protesi fissa sono le corone, i ponti, le protesi su impianti e le faccette.

Le corone ricoprono interamente il dente naturale opportunamente preparato (moncone) e vengono realizzate rispettando anatomia e il colore originale del distretto. Per sostituire un dente mancante in presenza degli elementi adiacenti si ricorrerà ad un ponte. Questo prevede la preparazione a moncone dei denti vicini (elementi pilastro) che verranno a loro volta protesizzati per sostenerne la ricostruzione. Il ponte può sostituire un solo elemento, due o più elementi oppure estendersi su tutta l’arcata.

In particolari condizioni è possibile approntare elementi ancorati adesivamente tramite opportune ritenzioni ai denti adiacenti. Le preparazioni risultano in questi casi minimalmente invasive e preservano il tessuto naturale dei denti pilastro (ponti adesivi, ponti di Maryland, California Bridge).

Va qui rimarcata l’importanza della protesi provvisoria posizionata prima di procedere al rilevamento delle impronte e al posizionamento della protesi definitiva per la verifica della funzione e dell’estetica e per la guida dei tessuti circostanti ad una corretta guarigione. Per ridare bellezza a denti anteriori sostanzialmente integri ma con estetica insoddisfacente a causa di anatomia inadeguata o ricostruzioni conservative estese, è possibile ricorrere alle faccette: queste sono sottili gusci in ceramica (meno di un millimetro di spessore!) che vengono cementati adesivamente sulla superficie visibile degli elementi migliorandone la forma ed il colore. Questa pratica è poco invasiva poiché lo smalto sul quale esse vengono applicate offre una base ideale all’adesione. Per ottimizzarne gli spessori, visualizzare il risultato finale e ridurre il sacrificio di tessuto dentale è desiderabile approntare uno studio preprotesico in cera su modelli di precisione in gesso corredato da uno status fotografico del sorriso. E’ spesso possibile realizzare una copia intraorale provvisoria (il cosiddetto mock-up diagnostico) della riabilitazione che consente al paziente di portare una riabilitazione provvisoria e verificarne le caratteristiche prima di procedere con la preparazione delle superfici dentali. Le faccette rappresentano oggi uno strumento straordinario per approntare riabilitazioni altamente estetiche con un minimo sacrificio di tessuto dentale e quindi sposano efficacemente la filosofia conservativa dello Studio che mira a trattamenti di minima invasività.

Quando non sono più presenti pilastri naturali (denti) appropriati per fissare riabilitazioni protesiche, per eseguire protesi fisse è necessario ricorrere a pilastri implantari (per ‘implantologia’ e ‘protesi implantare’ vedi pagina dedicata).


Protesi mobile

La protesi mobile, meglio definita come rimovibile, può essere parziale o totale.

La protesi parziale rimovibile viene fissata meccanicamente alla dentatura naturale, coinvolge solo una parte dell’arcata dentale e ha la caratteristica di poter essere rimossa senza difficoltà dal paziente nell’arco della giornata pur presentando grande stabilità nella vita di relazione e durante la masticazione. Viene utilizzata come valida soluzione di compromesso quando i denti residui naturali non sono sufficienti o non sono disposti in maniera appropriata per supportare una protesi fissa e non sia possibile ricorrere a impianti per aumentare il numero dei pilastri. Le tipologie di ancoraggio delle protesi rimovibili parziali sono molteplici e possono prevedere l’utilizzo di ganci di precisione in metallo su denti naturali oppure attacchi estetici invisibili che richiedono la protesizzazione del dente pilastro. Molto efficaci nel lungo termine in presenza di pochi elementi residui per arcata si sono rivelate le protesi con sistemi di ancoraggio a corone doppie conometriche o telescopiche.

La protesi totale rimovibile riguarda la riabilitazione di una o di entrambe le arcate dentali nei casi di edentulia (mancanza di tutti i denti) e viene realizzata rispettando la fisionomia facciale del paziente. In particolare per i denti frontali, i nuovi materiali e le competenze sempre più approfondite degli odontotecnici permettono una ricostruzione dei denti fedele a quelli naturali, donando di nuovo al paziente il sorriso e l’espressività originaria. Dal punto di vista della masticazione tutte le funzioni vengono ristabilite pur nella limitazione, in particolare per l’arcata inferiore, di una stabilità a volte limitata in presenza di forti deficit dell’osso di supporto. In queste situazioni si rivela molto utile il ricorso all’implantologia per la stabilizzazione della protesi rimovibile o la sua trasformazione in protesi fissa.


La protesi su impianti

Quando il sostegno della riabilitazione protesica è affidato agli impianti osteointegrati, si parla di protesi su impianti. Gli impianti possono fungere da pilastri per corone singole, ponti ed arcate complete, oppure stabilizzare tramite sistemi reversibili di ancoraggio protesi rimovibili. La pianificazione del trattamento implantare in funzione della protesi prevista è di cruciale importanza per garantire funzionalità, estetica e mantenibilità nel tempo della riabilitazione. Il corretto posizionamento degli impianti può venir efficacemente progettato con l’utilizzo di programmi per la chirurgia guidata (vedi più avanti). La complessità del trattamento protesico su impianti sta nella ricerca di un compromesso ideale tra l’osso disponibile al posizionamento degli impianti, la qualità e la quantità di gengiva presente ed il disegno della protesi che deve rispondere a criteri di funzionalità, estetica e mantenibilità nelle manovre quotidiane d’igiene orale.


Materiali

I materiali a disposizione del protesista e dell’odontotecnico sono molteplici e comprendono sia quelli tradizionali per le protesi mobili (resine) e fisse (leghe preziose e rivestimenti ceramici) che quelli di nuova generazione.

La ricerca industriale ha compiuto sforzi enormi per migliorare l’estetica dei manufatti, l’adesione della ricostruzione protesica al dente e la precisione delle strutture protesiche, ma politiche aggressive di marketing hanno portato talvolta sul mercato materiali non sufficientemente testati. Sull’onda dell’entusiasmo delle prime applicazioni questi sono stati utilizzati su larga scala a volte deludendo nel medio termine pazienti e operatori. Per citare alcuni esempi, nel caso di una ceramica integrale degli anni ’80, la colorazione superficiale veniva persa durante l’utilizzo, i rivestimenti ceramici sui nuclei in zirconia a tutt’oggi presentano frequenti delaminazioni superficiali (fenomeni di chipping) imprevedibili ed estremamente irritanti, la tecnica dell’impronta ottica solo oggi, dopo 25 anni di applicazioni cliniche più o meno fortunate, sembra dare risultati promettenti.

È dunque estremamente importante nella scelta del materiale resistere alla tentazione di seguire facili mode e affidarsi solo a tecnologie clinicamente testate e utilizzate routinariamente da odontotecnici di vaglia (non va dimenticato che ogni nuova tecnologia richiede all’operatore una curva di apprendimento per raggiungere risultati ottimali).

Nel nostro studio i materiali utilizzati sono:

  • per la conservativa secondo la tecnica indiretta (intarsi o inlay) la resina composita o il disilicato di litio fuso o fresato secondo la tecnica cad-cam
  • per la protesi estetica secondo la tecnica tradizionale le fusioni in lega preziosa rivestite in ceramica feldspatica stratificata
  • per la protesi estetica adesiva in ceramica integrale fusioni o manufatti fresati con tecnica cad-cam in disilicato di litio
  • per le faccette adesive in ceramica, la ceramica feldspatica stratificata
  • per le corone e le protesi fisse avvitate su impianti la zirconia o il titanio fresati con tecnica cad-cam con rivestimento ceramico o composito
  • per le protesi rimovibili strutture scheletrate di precisione fuse in lega di cromocobalto, selle in resina polimerizzata a caldo e denti in resina o in ceramica

Il laboratorio odontotecnico

La protesi dentale è un ‘vestito su misura’ che nasce dalla collaborazione tra lo Studio e il laboratorio odontotecnico, due realtà che devono condividere competenze e un flusso di informazioni costante. Dalle infinite possibilità di individualizzazione derivano le opportunità per il paziente di godere della massima ‘biointegrazione’ possibile del manufatto. Il nostro Studio ha operato scelte precise per la selezione dei laboratori con cui collabora, optando per realtà dal prestigio consolidato che garantiscano lavorazioni di eccellenza e un’interazione ideale tra paziente, odontoiatra e odontotecnico. Ci rivolgiamo esclusivamente a professionisti italiani che rilasciano, alla consegna del manufatto, una dichiarazione di conformità che certifica le lavorazioni e le partite dei materiali impiegati.