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Parodontologia – Approfondimenti

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Batteri e apparato parodontale

La prima via d’accesso dei microrganismi verso l’interno dell’apparato parodontale è la gengiva. Una volta colonizzata la tasca gengivale e la superficie radicolare, l’interazione tra l’infezione batterica e il sistema immunitario del paziente instaura una reazione infiammatoria che danneggia il legamento parodontale, il cemento radicolare e l’osso alveolare, cioè le strutture che ancorano il dente ai tessuti circostanti.

La velocità di questo processo può variare a seconda della predisposizione del paziente a sviluppare malattie metaboliche come il diabete, dal suo particolare status immunitario, dalla quantità di placca e tartaro presente sul dente, dalla qualità dell’igiene orale domiciliare, e da abitudini viziate (come il fumo) e dallo stress.


Malattie del parodonto

Le malattie del parodonto si dividono principalmente in: gengiviti, parodontiti croniche a decorso lento e parodontiti aggressive a decorso rapido. Tra il 10% e il 15% della popolazione adulta italiana è colpita da forme gravi di malattia parodontale.

Le gengiviti interessano i tessuti superficiali e si manifestano con arrossamenti e sanguinamento della gengiva, accompagnati a volte da episodi dolorosi.

Si parla invece di parodontopatie croniche o aggressive quando l’infezione incomincia a interessare i tessuti profondi e il legamento parodontale con la comparsa di difetti ossei (le tasche parodontali) ed eventuale retrazione della gengiva.


Terapia parodontale

Il trattamento della malattia parodontale prevede una prima fase igienica e di istruzione del paziente per ridurre la quantità di placca e batteri nel cavo orale, seguita da un’accurata rilevazione dello stato dei tessuti comprensiva della registrazione nella cartella parodontale della profondità delle tasche ossee e gengivali attorno ai denti. Una volta ottenuto un buon controllo della placca superficiale, l’igienista passa alla detersione, in anestesia locale, delle superfici radicolari profonde con strumenti manuali e meccanici.

Nei casi più gravi viene eseguita un’analisi microbiologica di laboratorio (il nostro studio si avvale della collaborazione della LabOral Diagnostics di Houten – Olanda) per accompagnare la detersione radicolare con un trattamento antibiotico mirato all’eradicazione di patogeni particolarmente aggressivi presenti nelle tasche parodontali. A sei/otto settimane dal completamento della terapia iniziale viene programmato un appuntamento di rivalutazione della guarigone e rilevate nuove misurazioni, sulla base delle quali vengono eventualmente decisi singoli interventi chirurgici aggiuntivi mirati al trattamento delle lesioni più profonde.

Una volta eliminata l’infiammazione, l’infezione e le nicchie di ritenzione batterica, il paziente è guarito dalla malattia parodontale e va inserito in terapia di mantenimento. Solo in condizioni di guarigione stabile possono venir programmati eventuali interventi protesici e riabilitativi più complessi.

Periomedicine

Recenti studi clinici hanno evidenziato che:

– l’infiammazione sistemica cronica si riduce con il trattamento della malattia parodontale

– esiste una relazione tra parodontite e malattie cardiovascolari (infarto miocardico e ictus)

– i pazienti diabetici hanno un maggior rischio di sviluppare una parodontite grave e che il trattamento parodontale consenta a questi soggetti un miglior controllo glicemico

– le malattie parodontali comportano un maggior rischio di parti prematuri.

Esistono fattori di rischio condivisi per la parodontite, le malattie infiammatorie croniche, le malattie cardiovascolari, il diabete e l’obesità. Il controllo della malattia parodontale e l’adozione di stili di vita appropriati, nella prevenzione e nel trattamento multidisciplinare di queste patologie, può migliorare significativamente la qualità della vita di molti individui.